Un sogno Vivere a Firenze e aprire un internet caffe libreria galleria punto di incontro per arte cultura psicologia e vita sociale

Un sogno Vivere a Firenze e aprire un internet caffe libreria galleria punto di incontro per arte cultura psicologia e vita sociale

Quando la realtà per mesi, per anni, frappone ostacoli proprio quando si impegnano tutte le proprie forze per essere “realisti”, vien da pensare che, forse, sono proprio i sogni nel cassetto quelli da perseguire con tenacia…16 gennaio 2009 

http://centromimir.wordpress.com/2009/01/16/un-sogno-vivere-a-firenze-e-aprire-un-internet-caffe-libreria-galleria-punto-di-incontro-per-arte-cultura-psicologia-e-vita-sociale/

Questo post è del 16 Gennaio 2009 … stranezze e meraviglie del cronometro interiorizzato… oggi è il 21 Gennaio 2013 …

Più o meno alla stessa data nel Gennaio 1977 partivo per Firenze, con la mia 600, poi parcheggiata lungo l’Arno, sotto Costa San Giorgio, dove aveva sede la Scuola di Sanità Militare, oggi irrimediabilmente (?) chiusa.

Danilo (Curci, aka Lapsus Weinstein in Second Life)
insegue il sogno di
una casa e un lavoro a Firenze, per sè e suo figlio
e per la sua amata.
(Da Facebook. 16 Gennaio 2009)

Il lavoro non necessariamente dovrebbe essere ristretto al proprio ambito professionale, medico, psicologico, psicoterapeutico, ma anche ad altri, sociale, educativo, informatico, o anche completamente diverso.

Il sogno pieno si realizzerebbe in un progetto di caffè – libreria, ove ospitare avventori abituali, incontri, dibattiti, mostre… e se un sogno non è ‘pieno’ che sogno è ?!?

intanto vive come sogno, che è forse la sua età migliore

“Firenze è un caso di nevrosi cui nessun analista oserebbe metter mano; una nevrosi riuscita”
(Elena Stancanelli, Firenze da Piccola, Laterza, 2006)

Forse per questo la adoro, da milanese migrante e nostalgico di angoscia metropolitana.

Forse per questo mi inquieta il mio sogno nel cassetto di arrivare a viverci, finchè morte non ci separi.

Sogno nel cassetto, o frutto proibito?

firenze-piedi

Certo che… la fiorentinità… mah…

sono le città a fare le persone o le persone a fare le città?

quanti non fiorentini hanno ‘fatto’ Firenze, quanti non milanesi Milano?

Milano è stata bella, accogliente, col ‘coeur in mann’, quando si è aperta ai forestieri, anche per farsi radere al suolo, a volte nel passato (cosa che a Firenze è stata risparmiata)

ed ora è falsa, finta e povera di ’spirito’ proprio per la ragione opposta.

Devo aggiungere che, pur potendomi considerare “milanese doc”, da 3 generazioni, almeno per parte di padre, le mie radici si diramano per mezza Italia, e forse anche all’estero.

Non ebreo, non che io sappia (ma chi, in Italia, puo’ affermare con certezza di non avere, anche, radici ebraiche), ho bisnonni e trisavoli napoletani, ovvero delle Due Sicilie, mantovani, genovesi, bresciani, forse slavi o gitani e chissà che risalendo indietro… non ce ne sia qualcuno anche toscano e per giunta fiorentino!

Ma la cosa strana è che ogni volta che arrivo a Firenze, da Nord, passando col treno sotto gli Appennini che la separano da Bologna, inizio a sentire aria di casa ancor prima di arrivare in stazione, e molte delle cose che di Firenze mi attraggono, o mi respingono, o mi inquietano, le ritrovo, pur se nato 17 anni prima, nel bel libro di Elena Stancanelli, e nelle conversazioni presenti e passate con amiche e amici fiorentini, anche loro, anzi più di me, “doc”.

Fonte: svil.radio.rai.it
firenze-da-piccola
Intanto Firenze, per chi non è mai stato fiorentino, si divide in “diquaddarno” e “diladdarno”, Elena Stancanelli vi è nata a Firenze anche se poi se ne andata a Roma dove vive. Quella divisione fu sancita ancora più marcatamente dal fiume, quella notte del novembre 1966, quando non facendo eccezione allagò sia il “dila’” che il “diqua”, lo ricorda – dicendo di non ricordarlo perché aveva poco solo un anno – all’inizio del suo libro la Stancanelli. La Firenze della sua memoria personale e quella delle tante storie che la città ha generato o ospitato, i tanti eccentrici stranieri che l’hanno eletta nei secoli a loro residenza, tutto questo si mescola nella passeggiata della Stancanelli dentro la sua Firenze da piccola. Istantanee da una delle città più amate e fotografate del mondo.

Ricevo da Valeria, di BUDDISMO SU FACE-BOOK!, ringrazio, e copio-incollo qui, a commento di “Danilo insegue il sogno di una casa e un lavoro a Firenze, per sè e suo figlio e per la sua amata.” e… “Scriverlo qui servirà, non servirà? intanto vive come sogno, che è forse la sua età migliore” (in ‘Cosa fai in questo momento?’ di ieri… oggi e domani! in Facebook riportato sopra)

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

Kostantin Kavafis

http://www.gondrano.it/immag/kavafis.htm

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