Dai Mondi Virtuali come simulazione della realtà alla Mente Umana in grado di simulare ogni sistema comunicativo.

Dai Mondi Virtuali come simulazione della realtà alla Mente Umana in grado di simulare ogni sistema comunicativo.

Civitas Solis, a Enclave, in Second Life

Civitas Solis, a Enclave, in Second Life

Ho da qualche tempo il sospetto che la Mente Umana sia in grado di riprodurre al suo interno qualunque tipo di sistema di comunicazioni (o se si vuole di calcolo, da cui la parola computer)

E’ anche probabile che la  Mente Umana (con tutta probabilità un fascio o campo di oscillazioni ancora sconosciuto) sia in grado di operare questo nella realtà dedicando a questo scopo apposite aree  del cervello umano.

E’ una ipotesi (o meglio, popperianamente una congettura) su cui mi piacerebbe lavorare.

Se così fosse si spiegherebbero gli strani sogni lucidi che spesso fanno matematici, astronomi, fisici, scienziati della computer science o information technology dopo un intenso lavoro, appunto, mentale.

Chi poi frequenta e utilizza i mondi virtuali (Second LifeOpenSim) conosce molto bene la condizione di immersione percepita da chi vi trascorre molte ore, del giorno e della notte, e che riguarda anche i rapporti interpersonali.

Sia detto per inciso, sono sempre più convinto che dalla educazione sessuale spesso propugnata, sopratto nel molto culturale statunitense, nei metaversi, sarebbe opportuno passare ad una educazione sentimentale molto più ricca e intensa e promotrice di relazioni umane nuove e positive, fuori da ossessioni, controllo, oppressone, sopraffazione, uso dell’altra persona come oggetto.

Questa situazione immersiva a volte rasenta la telepatia, la telecinesi, e coinvolge processi che in psicoanalisi verrebbero definti di proiezione-introiezione, compresa l‘identificazione proiettiva ricca di conseguenze il più delle volte nefaste, ma generatrice anche di rapporti la cui intensità e qualità vanno oltre ogni immaginazione (perché appressando sé al suo disire, nostro intelletto si profonda tanto, che dietro la memoria non può ire scriveva Dante nel I Canto del Paradiso, nella Divina Commedia) e consente di vivere in prima persona fenomeni molto vicini allaRelatività Ristretta di Albert Einstein (ad esempio la percezione del dilatarsi del tempo, riducendosi a zero le distanze spaziali)Per ora mi fermo qui. A chi fosse interessato, la possibilità di avviare insieme questa ricerca!

La capacità di simulazione che la mente umana è in grado di operare, si tradurrebbe, in pratica, nella riproduzione al proprio interno  di una sorta di copia del sistema di simulazione riprodotto, sia esso un gioco interattivo multimediale o un metaverso come appunto, ad esempio, Second Life.

Lapsus Weinstein, 28 Gennaio 2012

in questa nota: http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150497381115974

From Virtual Worlds as a simulation of reality to the human mind that can simulate all the communication system.

For some time I suspect that the human mind is capable of playing inside any type of communications system (or if you want the calculation, from which the word computer) 

It ‘is also likely that the Human Mind (most likely a beam or field of oscillations is still unknown) is able to operate in this reality, devoting to this purpose the appropriate areas of the human brain. 

It ‘s a hypothesis (or better, Popperian conjecture) that I like to work. 

If so it would explain the strange lucid dreams often do mathematicians, astronomers, physicists, scientists, computer science or information technology after an intense work, in fact, mentally. 

The person who attends and uses virtual worlds (Second Life, OpenSim) knows very well the condition of immersion felt by those who spend many hours, day and night, and that also affects interpersonal relationships. 

Incidentally, I am increasingly concerned that the sex education is often advocated, particularly in the U.S. very cultural, metaverses in, you should go to a sentimental education much more rich and intense and promoter of new and positive human relations, out of obsessions, control, oppressone, abuse, use of the other person as an object. 

This immersive at times verges on telepathy, telekinesis, and involves processes that psychoanalysis would be invented and defined projection-introjection, projective identification, including the rich most often disastrous consequences, but also generating reports whose intensity and quality are beyond imagination (why below if its disire, our understanding is so profound, that behind the memory can not go in Dante wrote The Song of Heaven, the Divine Comedy) and allows you to experience first hand very close to the phenomena of Relativity Albert Einstein (eg the perception of time dilation, reducing to zero the spatial distances) 

For now I’ll stop here. For those interested, the opportunity to start with this search! The ability to simulate the human mind is able to operate, would result in practice in the reproduction within itself a kind of reproduced copies of the simulation system, be it a game or interactive media metaverse as a fact, such Second Life.

—  le localizzazioni delle funzioni cerebrali, com’è noto, possono variare non solo rispetto al soggetto studiato, ma anche rispetto alla precisione delle tecniche adottate. In quest’ultimo lavoro, grazie all’analisi di più di 100 studi di imaging cerebrale, Josef Rauschecker, professore del Dipartimento di neurologia del Georgetown University Medical Center (GUMC) e colleghi, hanno identificato un nuovo sito, posto tre centimetri più frontalmente e dalla parte opposta rispetto alla corteccia uditiva, cioè a un’enorme distanza in termini di architettura e funzionalità cerebrale.

http://www.lescienze.it/news/2012/01/31/news/una_nuova_localizzazione_cerebrale_per_il_linguaggio-821876/

 

“We’re all cyborgs now,” the anthropologist Amber Case said in a TED talk in 2010. For thousands of years, she said, tool-use had been “a physical modification of self. Now what we’re looking at is not a physical extension of the self but an extension of the mental self.” 

http://www.nytimes.com/2012/01/29/magazine/what-happens-when-data-disappears.html